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IL CASTELLO PLATAMONE
La nostra cittadina ha il castello medioevale,
che fu la culla della moderna Rosolini. I Principi Platamone, a cui apparteneva
il feudo dell'antica Rus Helorinum, oriundi dall'Egitto, ebbero, nel 1330
circa, come feudo Rosolini, ma la loro dimora fissa era Palermo.
A Rosolini costruirono verso il 1600 una dimora
più per uso agricolo che per una vera e propria fortezza per la
difesa. Infatti, quello che noi oggi chiamiamo castello è privo
di torrioni merlati, terrazzi, fortificazioni, trinceramenti, ecc. comuni
ad altri castelli.
Il turista può giungervi dalla stazione
ferroviaria incamminandosi per la via Nazionale in direzione Noto, o per
la carrozzabile PACHINO-ROSOLINI.
Si accede al castello mediante un portone, recentemente
ampliato per il transito degli automezzi, sulla cui chiave dell'arco è
posta la data 1606 e il motto "SURSUM DITIORA FLOREBRUNT", cioè
"LE COSE PIU' RICCHE FIORIRANNO IN ALTO", che dovrebbe essere il programma
di ogni credente.
Più in alto si ammira un campanile adorno
di due pigne (pigna, dal latino pinea, cioè parte massiccia di pietra
che forma l'estremità della cupola) senza campana.
Entrando nel cortile a sinistra vi erano i grandi
magazzini delle derrate, le casupole degli agricoltori, adesso in parte
demolite ed adibite ad altri usi.
In fondo a destra, la prigione incavata nella
roccia con una finestra munita di una inferriata artisticamente intrecciata.
La dimora del Principe sorgeva sopra la spianata
rocciosa soprastante la bella basilica ipogeica cristiana alla quale si
accede mediante una scala esterna. Le stanze non presentano né pitture,
né sculture e nulla hanno di stile se non la costruzione ordinaria
del tempo.
Attaccata alla dimora del principe vi era la
chiesa del feudo dove si accedeva dal cortile, all'interno della quale
vi era il "coretto" da dove i Signori ascoltavano la Santa Messa.
La Chiesa era dedicata all'Immacolata Concezione
e sotto il pavimento si trovava il primitivo cimitero, mentre a sinistra
mediante un arco si accedeva alla cappella laterale del SS. Sacramento.
In seguito la cappella fu abbattuta per costruirvi il gomito della via
Immacolata e il simulacro dell'Immacolata fu trasferito nella Chiesa del
SS. Crocifisso e da lì al Santuario di Croce Santa.
Tale statua attesta dopo tanti secoli la devozione
degli antichi rosolinesi verso il mistero dell'Immacolato Concepimento,
molto anteriore alla proclamazione del dogma (1854).
La Chiesa adesso, adibita a palmento, non ha
nulla di sacro. Oggi nel castello dei Platamone non vi si conserva alcunché
di artistico, in quanto manomesso dall'incuria di gente profana; tuttavia
esso per noi rappresenta l'alba radiosa che diede origine al nostro ridente
e prosperoso comune. |