Lo spazio scenografico di Piazza Garibaldi è
dominato dalla Chiesa Madre, in stile Neoclassico.
Un allievo dell’architetto siracusano Pompeo Picherali, per incarico
del feudatario Francesco Moncada. principe di Larderia e
Rosolini, la progettò mentre i lavori iniziati il 5-12-1728
furono ultimati
solamente nel 1840.
Il prospetto è realizzato in pietra calcare bianca, estratta
in contrada Scalarangio, che nel tempo ha assunto una preziosa patina di
rosa dorato. Si compone di elementi architettonici ispirati all’arte greca,
romana, rinascimentale e barocca, nel rispetto quindi della nuova disciplina
e compostezza formale del Neoclassico sorto intorno alla metà del
XVIII secolo come reazione artistica alla frivolezza settecentesca.
L’insieme è armonioso, slanciato ad opera di un equilibrato
impianto plastico. Così vuoti e pieni, sporgenze e rientranze, capitelli
corinzi posti alla sommità delle colonne barocche e lesene, ampi
cornicioni che corrono e legano in orizzontale i diversi piani, timpani
che sormontano le aperture e coronano l’asse centrale prima del campanile,
che a guisa di robusta guglia svetta e accentua lo slancio ascensionale,
concorrono ad impreziosire la facciata. Infine le vetrate con la loro trasparenza
e luminosità coloristica e le due statue in pietra calcare, rappresentanti
San Pietro e San Paolo, poste in alto ai due lati esterni, impreziosiscono
ulteriormente la Chiesa.
INTERNO — Sul pronao vi è un pregevole organo costruito dal
modicano Michele Polizzi nel 1879, sostenuto da un architrave sporgente
chiuso da un portone costruito dagli artigiani rosolinesi Giuseppe e Salvatore
Incatasciato nel 1925 ed impreziosito da sculture floreali.
NAVATA DESTRA — Oltre al grande fonte battesimale su piedistallo
vi è quello del 1713 proveniente dalla chiesetta di San Girolamo
del
Castello Platamone, sulla parete « Battesimo di Gesù »
di Gregorio
Scalia del 1892.
— Terzo altare, di San Giuseppe, con nicchia soprastante ove èposta
una statua del santo in legno di ispirazione barocca riccamente dipinta,
ed ai lati « Fuga in Egitto » e « Morte di San Giuseppe
» di Gregorio Scalia del 1886.
Sulla parete frontale del transetto si apre a destra la porta della
sacrestia, sopra l’affresco « San Pietro in Vincoli » di
Francesco Presti del 1862.
ABSIDE — In fondo alla navata centrale: altare dedicato a San Luigi
Gonzaga, Patrono di Rosolini, la cui nicchia è opera di Beppe Assenza,
coro in noce, opera artistica con pregevoli sculture di maestranze catanesi,
ed altare postconciliare dell’artigiano locale Turiddu Ignaccolo, delimitati
tutti da una balaustra marmorea. Nel catino absidale
«Adorazione dei Magi », «Gesù fra i dottori
», «Presentazione di Gesù al Tempio », «Natività
». opere di Beppe Assenza.
Sull’arcone «San Pietro predica e converte cinquemila persone
», « SS. Trinità », « Dio dà i Dieci
Comandamenti ». opere di Giuseppe Vizzini da Vizzini ultimate nel
1903.
NAVATA CENTRALE — Appoggiato al secondo pilastro di destra, si trova
un artistico pergamo decorato al quale si accede da una scaletta posteriore;
patrimonio della Chiesa è poi un reliquiario con Spina portato da
Mons. Domenico Ruscica nel 1917 da Cipro, un piviale ricamato in broccato
dorato ricavato dall’abito di nozze della principessa Maria Carolina Ventimiglia
Moncada, bisognevole di restauro.
NAVATA SINISTRA — Sulla sinistra dell’abside Cappella del SS. Sacramento
con «Ultima Cena » e «Gesù nel Getsemani»
di Orazio Spadaro, restaurate nel 1940.
— Terzo altare, dell’Immacolata, con statua in legno di pregevole fattura
e di ispirazione barocca, ai lati «Assunzione in Cielo di Maria»
e «Annunciazione alla Madonna» di Beppe Assenza e busto in
bronzo di Mons. Corrado Mingo, Arcivescovo di Monreale nostro concittadino,
opera dello scultore rosolinese Biagio Poidimani.
— Secondo altare: artistica pala d’altare «Madonna del Suffragio
» con figura del Cristo dipinta da Olivio Sozzi e per il resto opera
del genero Vito D’A!Ina; l’altare sorge, si narra, ove originariamente
era costruita una cappella dedicata alle Anime Purganti.
Dentro la sacrestia l’interessante quadro «Madonna della Catena
> del sacerdote Orazio Spadaro, definito “pittore dalla magica tavolozza”
e l’antico archivio parrocchiale di Rosolini in cui si trovano i registri
a partire dal 1713.
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