Dalla Via Santa Alessandra, immessi sulla Rosolini-Modica,
si giunge dopo appena km 3 al bivio per la Cava da Croce Santa, uno dei
tratti finali della Cava Grande di Rosolini, ricco di un patrimonio storico
ed archeologico di notevole spessore culturale. Qui, sulla sponda sinistra
della Cava, incastonato nella roccia calcarea, è un Eremo la cui
originaria edificazione si deve presumibilmente alla venuta di Sant’Darione
nel 363 d.C.
È un complesso rupestre, tra i più interessanti di tutta
la Sicilia. costituito da quattro chiese scavate nella roccia e susseguitesi
per i terremoti che, nel corso dei secoli, interessarono questa parte dell’Isola.
La prima chiesa è una struttura rupestre insediata in un’area
adibita nell’Alto Medioevo a sepolcreto, e della quale rimane per il terremoto
del 786 d.C. la parte absidale a semicerchio, contenente ancora un subsellium
semicircolare, interrotto al centro da una cattedra.
La seconda chiesa, interamente rupestre, è ipotizzabile per
la presenza di alcune strutture conservatesi a sinistra del complesso:
si tratta del moncone di un pilastro raccordato da due archetti a pieno
centro che lasciano pensare ad un impianto a croce inscritta con quattro
pilastri centrali. Un imponente crollo, forse in seguito al terremoto del
1167, distrusse interamente il complesso.
La terza chiesa rappresenta l’ultima fase architettonica nella forma
attuale avvenuta negli anni successivi al 1533, anno in cui fu rinvenuta
la Croce, che si venera nella Chiesa del SS. Crocifisso.
La facciata della chiesa sistemata con avancorpo in muratura ed allungata
lungo l’asse verticale, presenta un cancelletto in ferro. L’interno ad
una navata presenta parte di una bella serie di affreschi rispondenti ad
un vero programma pittorico.
Erano dal lato destro un santo monaco (probabilmente Sant’Ilarione),
Vergine con il Bambino, San Teodoro, Santo Stefano, nell’abside il Pantocrator,
sul lato sinistro San Pietro, l’Annunciazione, il Cristo, Santa Chiara
e figure di santi monaci. Di tutti questi oggi sono visibili San Teodoro
e Santo Stefano mentre delle altre figure restano tracce in seguito ai
guasti del tempo e dei vandali, stirpe non ancora estinta. Sui volti si
coglie la solennità ieratica delle figure che, assieme alla uniformità
delle linee, li ha fatti attribuire agli artigiani provenienti dall’Asia
Minore e dalla Palestina che per almeno dieci-dodici secoli vagarono nei
paesi del Mediterraneo, offrendo la loro opera come i moderni ‘‘madonnari’’.
La quarta chiesa, anch’essa rupestre ed a una sola navata con abside,
è detta « grotta del bove » perché ad essa è
legata una leggenda. Si narra che un bue non facendo ritorno alla masseria
venisse ritrovato dal bovaro dentro una grotta, ostruita all’ingresso da
rovi, in ginocchio davanti ad una Croce in legno. Era il 1533 e da allora
quella Croce si venera con grande devozione nella chiesa del SS. Crocifisso
ove il 3 maggio 1728 fu traslata. |
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EREMO DI CROCE SANTA: Veduta d'insieme
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Holy Cross Hermitage: General view
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Einsiedelei von Croce Santa: Allgemein-ausicht
ERAMO DI CROCE SANTA: Schizzo planimetrico
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