Convento - E Sacello di Santa Alessandra
Nei tratto rosolinese di Cava d’Ispica, in contrada Scaliciani, vi è il rupestre del Convento, un insieme di grotte che costituiscono un monasterion ossia un’abitazione di una collettività religiosa di età bizantina. L’accesso possibile per un angusto sentiero a mezza costa, dislocato su cinque piani, è costituito, al piano inferiore, da un grande camerone centrale con nicchie, collegato per mezzo di una scalinata ai piani superiori, che si articolano in una complessa serie di piccole camerette.
Accanto al Convento si trova il Sacello di Santa Alessandra, anch’esso interamente rupestre, risalente ad età bizantina, e costituito da due piccoli ambienti separati: nel primo si notano i resti di un affresco con cornice bruna continua, dentro la quale doveva essere rappresentata la Santa, nel secondo più piccolo si osserva, nel pavimento roccioso, una buca circolare collegata a delle canalette per la raccolta di un’acqua sulfurea dove fino a qualche anno addietro, molta gente affetta da malattie della pelle, tipo scabbia, andava a lavarsi ritenendola efficace.
La tradizione voleva che perché l’effetto sperato si producesse bisognava lasciare sul posto un indumento personale per cui si notavano a mucchi maglie, calze ed altro. La grotta per questo si chiamava e si chiama tuttora « a rutta a rugna ».
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