Nell'estremità
sud-orientale della Sicilia, Rosolini assieme ad Avola, Noto, Pachino,
Ispica e Pozzallo, rappresenta uno dei grossi centri abitati più
meridionali dell’Isola. 11 turista che, dopo essersi lasciato affascinare
dalla solennità delle testimonianze della civiltà greca a
Siracusa, giunge ad Avola e poi a Noto potrà nella prima ammirare
lo stile Liberty e nella seconda l’insigne Barocco. Proseguendo ancora
per la S.S. 115 ad appena dieci chilometri da Cava d’Ispica, al limite
fra la rigogliosa campagna ovidiana « Tempe Heloria » ed il
severo paesaggio della zona iblea, incontrerà Rosolini ove troverà
testimonianze archeologiche e bellezze ambientali che meritano di essere
visitate. La cittadina posta a 154 m (mediamente) sul livello del mare,
sopra il dolce declivio di una delle ultime propaggini dei monti Iblei,
ha oltre 20.000 abitanti e si è sviluppata all’inizio del XVIII
secolo con un impianto urbanistico a reticolato.
11 suo territorio, in due tronconi, è complessivamente esteso
76,15 kmq e geologicamente appartiene per i terreni carbonatici della formazione
Ragusa all’Oligocene superiore e Miocene inferiore e per i terreni marnosi
argillosi della formazione Tellaro al Miocene medio superiore.
Guardando da Rosolini verso Est possiamo con l’occhio spaziare nella
valle del Tellaro, particolarmente ubertosa e ricca di vigne e di prodotti
irrigui, mentre verso i monti ad Ovest ammiriamo un paesaggio aspro e roccioso,
sul quale domina solenne il verde scuro del carrubo.
In questo panorama si inseriscono le « cave », strette
e profonde fratture della crosta terrestre, che incidono la roccia a testimonianza
delle grandi fiumare che forse nel Quaternario convogliavano al mare l’acqua
delle copiose precipitazioni atmosferiche e che ora racchiudono qualche
sorgente o corso d’acqua a carattere torrentizio.
Esse sono ricche di una flora assai varia e fragrante: vi allignano
gli alberi tipici della macchia mediterranea fra cui l’ulivo (Olea europaea),
il carrubo (Ceratonia siliqua), il leccio (Quercus ilex), il pioppo (Populus
nigra) e un ricco sottobosco costituito da specie disposte in più
strati (arbustaceo - suffruticoso - erbaceo - graminomuscoso). Vi spiccano
l’oleandro (Nerium oleander), il mirto (Myrhis communis), la coda cavallina
(Equisetum ramosissimum), la felce (Pteridium aquilinum), il capelvenere
(Adiantum capilus veneris), lo stracciabrache (Smilax aspera), il pungitopo
(Ruscus aculeatus), le more (Rubus fruticosus), la palma nana (Chamaerops
humiis), l’asparago (Asparagus acutifolius - officinalis - plumosus) e
poi essenze tra cui la salvia (Salvia officinalis - sci area) , il cappero
(Capparis rupestris), la nepitella (Scrtureia calamintha), l’origano (Origanum
vulgare), l’acanto (Acanthus mollis), il vischio (Viscum album) mentre
le euforbie in primavera fingono di giallo le pareti rocciose.
Vi sopravvive inoltre, in esemplari purtroppo sempre più radi,
una fauna composta dall’istrice (Hystrix cristata), dalla donnola (Mustela
nivalis), dal coniglio (Oryctolagus cuniculus), dalla lucertola (Lacerta
sicula), dal ramarro (Lacerta viri dis), dal rospo (Buio buio), dalla volpe
(Vulpes vulpes), dalla martora (Martes martes) e da uccelli come il colombaccio
(Col umba palumbus), l’occhiocotto (Syl via melanocephala), la capinera
(Sylvia atricapila), l’usignolo (Luscinia megarhynchos), la taccola (Corvus
monedula), il barbagianni (Tyto alba), l’allocco (Strix aluco), la poiana
(Buteo buteo), la gazza (Pica pica), lo sparviero (Accipiter ninus), il
falchetto ed albi esemplari ancora.
Rosolini ha un clima temperato, fatta eccezione per i periodi in cui
la temperatura raggiunge valori più alti. luglio ed agosto (360
C mediamente), e quelli più bassi, dicembre e gennaio (2° C
mediamente), per il resto dell’anno la variazione è minima. I venti
caldi di Sud e di Sud-Ovest in autunno ed in inverno assieme a quelli freschi
di Nord e di Nord-Est in estate rendono mite il clima e veramente piacevole
il soggiorno nella cittadina. Le piogge, pur non abbondanti, sono distribuite
nel periodo autunnale, invernale e primaverile con valori oscillanti negli
ultimi sette anni da un minimo di 22,31 mm nel 1987 ad un massimo di 85,83
mm nel 1982. |