Cenni Storici
La storia dell’area su cui sorge la cittadina, del suo territorio e della sua zona d’influenza è complessa e si perde nella notte dei tempi. Di tutte le ere, le civiltà, le dominazioni che si sono susseguite in Sicilia, crocevia del mondo civile, qui è rimasto un segno, un’impronta, una storia, una leggenda. Cosi troviamo scendendo dalla preistoria alla storia antica, medioevale, moderna svariate testimonianze. Ed infatti al paleolitico superiore è attribuibile la grotta Lazzaro, all’antica età del bronzo sono attribuibili le necropoli di Cava Grande, tratto Lazzaro, e di Cava dei Servi, a cui si aggiungono inoltre nella Cava d’Ispica, territorio di Rosolini, diversi monumenti rupestri molto conosciuti.
Alla grecità si ascrive l’area sulla quale sorge il centro abitato che fino al 1712 si dice comprendesse una grande area cimiteriale greca: scavate sul costone roccioso sottostante, vi erano tombe a camera, di cui diverse ancora esistenti, sia pure trasformate per altri usi.
Alla romanità appartengono i resti di un cimitero nella Cava Grande, tratto Croce Santa, una stele funeraria, un cimitero sub divo e dieci ipogei in contrada Stafenna, territorio di Noto, ma alle porte di Rosolini.
Inoltre di derivazione di questo periodo sarebbe il toponimo, che secondo Aprile Fazzino viene da BUS HELORINI, e la tradizione di Sant’Ilarione arrivato nel nostro territorio dall’Egitto nel IV secolo d.C.
E mentre al periodo prebizantino si ascrive la Basilica ipogeica rupestre Platamone, alla quale certamente doveva far capo un piccolo centro abitato, al periodo bizantino risale la tradizione di San Teodoro e i resti di un cimitero alla Cava di Croce Santa ed alcune tombe a Cava Lazzaro.
Infine agli Arabi ed alla loro civiltà si attribuisce la tradizione della coltura della rosa e del lino, che secondo il Maltese sarebbe stata all’origine del toponimo attuale e che secondo altri potrebbe derivare anche dal casale arabo Raalsenem, mentre tutte altre trasformazioni successive da Luf animi, Rosolini, Li Savini, Risalini ed infine nuovamente, nel 1673, Rosolini sono storicamente documentabili. Da quel momento la storia di Rosolini diventa ricostruibile da documenti archivistici, non più archeologici. Infatti precise e documentate sono le origini dell’attuale centro abitato che si fanno risalire al tempo di Pietro IX quando il feudo di Rosolini fu venduto nel 1340 per 140 onze da Pachito di Girigia da Siracusa a Gombaldo de Podio.
Fu con Margarita, ultima discendente dei de Podio sposata ad Antonio Platamone, che ebbe inizio la travagliata genesi di Rosolini e che le «terze parli» diventarono l’oggetto di una lite durata ben 228 anni tra i Platamone e Noto, decisa a contrastare la nascita della cittadina. Per antiche leggi che miravano a scongiurare le carestie cosi frequenti Noto, città demaniale, poteva esigere da tutti gli abitanti dei feudi viciniori, e quindi anche da quelli di Rosolini, la consegna forzosa delle «terze parti» dei raccolti, pagandole solamente nella primavera successiva ad un prezzo notevolmente inferiore a quello di mercato.
Per Antonio Platamone, feudatario e per di più con domicilio a Siracusa, questo privilegio di Noto si tramutava in una vera e propria angheria perché gli imponeva il trasporto dell’intero raccolto nei granai di Noto, allora edificata sul monte Alveria.
Considerando inoltre che in quel periodo una grave crisi economica travagliava i domini della Casa di Castiglia, che l’aristocrazia feudale era interessata a richiedere la nobilitazione dei propri feudi per reperire nuove fonti di reddito e che i sovrani per far fronte alle sempre continue spese di guerra non erano contrari ad accogliere questo tipo di richieste, si possono capire le ragioni che indussero Margarita ed Antonio Platamone ad avanzare al re Ferdinando il Cattolico la domanda di nobilitazione del feudo, finalizzata alla costruzione del Castello e quindi del Borgo.
Il 15 gennaio 1485 il Re firmò a Siviglia la prima concessione per poi revocarla il 23 gennaio 1487, per gli intrighi della nobiltà di Noto.
Nei due secoli successivi i Platamone non desistettero dai loro tentativi mentre i coloni, che già si erano stabiliti nel territorio del feudo, furono protagonisti, armati di bastoni, di reazione violenta al grido «A li testi, a li testi...! contro i giurati di Noto, venuti nel 1667 per sequestrare il grano. Sarà con l’ultima concessione del l'agosto 1712 che Eleonora Platamone ed il marito Francesco Moncada e Cirino, potranno avviare finalmente l’edificazione della cittadina. I lavori ebbero inizio nell’ottobre del 1712 e si narra con la consulenza del gesuita padre Angelo Italia da Palazzolo Acreide, insigne architetto di quei tempi.
Le costruzioni si svilupparono a Nord-Ovest del Castello con dimore prevalentemente ad architettura povera ma anche con opere a carattere sociale. L’acquedotto Cansisina ultimato nel 1736, l’abbeveratoio, assieme alla Fonte Nuova, progettato nel 1873 dall’ing. Salvatore Rizza ed ultimato nel 1880 nella piazza Masaniello ma successivamente trasferito in via Eloro, un ricovero per orfani nel 1739, la Chiesa Matrice del SS. Crocifisso e la bella Chiesa delle Anime Purganti, oggi Chiesa Madre, i cui lavori iniziarono nel 1728 e furono ultimati nel 1840, furono alcune delle opere avviate. Dalla prima metà dell’800 Rosolini si abballi di artistici palazzi diventando popolosa e laboriosa.
Quando venne soppressa la feudalità e costituito il Regno delle Due Sicilie, le Università (città e terre feudali) della Sicilia ebbero un nuovo ordinamento amministrativo che diede a Rosolini l’assetto comunale.
Dal Risorgimento Italiano Rosolini non fu assente e molti suoi giovani ingrossarono le file dei « picciotti » di Garibaldi, mentre con l’Unità d’Italia la sua storia si identifica con quella di tutto il territorio nazionale. 
 

CHIESA MATRICE DEL SS. CROCIFISSO 
(secc. XVIII-XIX): Prospetto
Mother Church <<SS. Crocifisso>>
(XVIII-XIX centuries): Wiev
Mutterkirche des Allerheiligsten Kreuzes
(18.-19. hahrhundert) Vorderansicht: Prospekt

CHIESA  SS. CROCIFISSO 
Prospetto attuale
 <<SS. Crocifisso>> Church
Actual Wiev
kirche des Allerheiligsten Kreuzes:
Aktuelles Prospekt

 ACUEDOTTO CANSISINA (sec. XVIII)
<<Cansisina>> acqueduct (XVII century)
Wasserleitung Cansisina (18. Hahrhundert)

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