Tra i grandi
casati che signoreggiarono su Rosolini il più antico è quello
dei de Podio con Gombaldo, discendente da Folco de Podio cavaliere provenzale.
Questa grande famiglia ebbe fra i suoi illustri antenati un Vicerè
di Sicilia al tempo di Carlo d’Angiò e guerrieri che parteciparono
alle prime crociate. Ultima discendente fu Margarita che sposando Antonio
introdusse nel feudo di Savini (oggi Rosolini) la famiglia Platamone. Questa,
di origine greca, arrivò in Sicilia da Napoli. Un antenato, Giovanni
Battista, dottore in Utroque (civile e canonico) laureatosi allo studio
bolognese, il più antico d’Europa, fu giudice presso la Regia Gran
Corte per sei anni e poi consigliere di Re Alfonso V, detto il Magnanimo
(1396-1458) che lo chiamò per ambascerie presso l’imperatore Sigismondo,
il Papa Eugenio II, la regina Giovanna di Napoli e le repubbliche di Venezia
e di Genova. Ebbe a ricoprire le cariche di Presidente del Regno e di Viceré
di Sicilia dal 1436 al 1439. ll Re per questi motivi lo investì
del feudo della città di laci, delle rendite sulle secrezie della
città di Noto oltre che dei feudi di Rididdini (oggi Ritillini)
ed Almadara (territorio di Rosolini).
fi Re parlando di lui a corte disse: «Consilarius et Secretarius
noster, et nostri cordis interiore sciendo et conservando».
Altro illustre personaggio della famiglia Platamone fu don Francesco
Platamone e Gantes senatore di Siracusa negli anni 1667-1668, capitano
di giustizia negli anni 1668-1669, e principe di Rosolini dal 20-10-1673.
La terza grande famiglia feudale di Rosolini fu quella dei Moncada,
che discendeva da Pietro gran siniscalco della Catalogna, i cui antenati
avevano combattuto contro i Mori alla presa di Antiochia.
Grandi feudatari possedevano fra gli altri feudi il principato di Larderia,
il ducato di Bivona, i marchesati di Malta e Gozzo e il feudo di Belliscara
(oggi Belliscala) ai quali don Francesco nel 1718 avendo sposato Eleonora,
ultima discendente dei Platamone, aggiunse quelli di Rosolini.
Completiamo la trattazione delle famiglie feudali ricordando brevemente
una donna, Maria Carolina Ventimiglia, figlia di don Luigi conte di Prades
e di donna Eleonora Moncada Brancif orti. Fu bella come si narra, ma anche
donna di alto e nobile sentire oltre che molto religiosa. Dopo le nozze,
celebrate il 7-1-1803, assieme al marito visitò i suoi feudi ma
quello di cui si innamorò fu Rosolini. Trascorreva spesso molti
pomeriggi primaverili o estivi nella terrazza soprastante l’alloggio di
rappresentanza in Via Controscieri (nei locali cioè dove oggi è
un negozio di colori e materiale plastico), assieme alle dame ed alle signore
dei funzionari feudali (secreto, prosecreto, capitano di giustizia). Leniva
le sofferenze e i bisogni dei poveri del tempo che attendevano ogni anno
in primavera il suo arrivo da Palermo o da Londra, dove frequentemente
soggiornava. Dopo le nozze volle essa stessa portare a Rosolini il suo
abito nuziale per regalarlo alla chiesa, allora Matrice, del SS. Crocifisso. |